Rimembranze veggy

Ci ho provato. Per 5 anni ho fatto tutti gli sforzi per essere vegetariana, spinta da convinzioni etiche piuttosto che di salute.

Non una vegetariana “talebana”. Intendo… no carne, no pesce, ma sì uova, formaggio, latte etc.. Soprattutto ASSOLUTAMENTE no a tofu, germogli (che sono miseramente morti sul mio balconcino, alla faccia del pollice verde!), muscolo di grano, simil-bistecche a base di soia,… niente di tutto questo.

Per un semplice motivo: sono tremende. Chi sceglie l’alimentazione green si ostina a dire che sono buone, che non c’è differenza. Non vero, anzi. Assolutamente falso. O, forse, solo soggettivo.
Fatto sta che a me non son mai andate giù.

Detto questo, circa un mese e mezzo fa non ce l’ho fatta più. La voglia (e forse la necessità) di carne era più forte di qualsiasi altro buon proposito mi fossi prefissata. Sono capitolata e ho “ricominciato”.
Con buonissima pace di amici, conoscenti e parenti che hanno esultato all’urlo di “allora sei guarita”!! Manco fossi stata appestata da chissà quale morbo.

In ogni caso, tutto questo po’ po’ di affari miei per introdurre una ricetta “rubata” al solito insostituibile Cavoletto (e grazie Sigrid!) che mi ispira un sacco, e che di “animale” (almeno diretto…) non ha nulla.

Le influenze d’oltralpe che toccano la mia famiglia fanno sì che io adori tutto quanto è quiche e torta salata…questa però è diversa dalle solite, più leggera e facilissma da fare.
E’ una quiche senza panna, uova e formaggio, quindi più leggera, di radicchio, con una tenerissima besciamella di ceci che ricorda un po’ una farinata (o cecina…scegliete voi come chiamarla! 😉 )
La ricetta la trovate qui.

Il risultato è più o meno questo:

 

Vado, la provo e torno!

Ah! dimenticato… parlando di quiche, Francia e ricette d’oltralpe, io la mangerei ascoltando Zaz! Eccovela…..

 

Evernote

Sono sempre stata un po’ scettica nei confronti di tutte quelle “guide-ai-tool-più-fantastici-che-potreste-trovare-per-la-vostra-produttività”….

Elenchi di guru più o meno stipendiati da software house che consigliano strumenti a volte anche validi, ma il più delle volte molto soggettivi.

Mi ci sono nuovamente imbattuta, in uno di questi elenchi, ma questa volta sono stata smentita.

AH! Dimenticavo… fatevi accompagnare nella lettura di questo post da un pezzo proprio ok: Violent Femmes – Color Me Once.
Arriva dalla colonna sonora de “Il Corvo”, e personalmente riesco ad ascoltarla almeno 7 volte di seguito… oggi sono un po’ “così”…

Ritornando a noi, ho scoperto quest’applicativo che si chiama Evernote, e lo trovate qui.
Davvero semplice:  scarichi, e installi, sia su pc, che mac che su mobile.

Poi ci butti dentro quello che vuoi: files, foto, appunti, link…. un po’ di tutto, insomma.
Che per chi si divide fra più uffici, postazioni di lavoro, telefoni e cose varie è davvero un lusso. Perchè con un click sincronizzi tutto e via. Ti ritrovi quello che ti fa comodo tenere a mente, praticamente un po’ ovunque.

Ok, avanti detrattori della Cloud… ditemi che prima o poi perderò tutto… ditemi che una mattina, avendo la certezza di trovare il progetto pronto per la consegna nel mio taccuino Evernote, mi accorgerò che il medesimo è saltato in aria…
Può essere. Spero di no. Per ora è tutto ok, e la cosa più fantastica è che questo “coso” è davvero intuitivo e facile all’uso anche per gli imbranati come me!

Poi ha un bellissimo logo “animalier”, che non sta mai male! 😀 “La classe n’est pas eau….”

Se lo provate, fatemi sapere!

A presto!

Della serie come farsi venire un mal di testa galattico… ma è bellissimo questo sito. Dategli uno sguardo, che vale la pena!
Grazie ad Andromeda Theory per questo post.

Andromeda Theory

L’universo a portata di clic. Circa un anno fa nasceva The Scale of the Universe, una divertente e interessante animazione flash che permetteva di osservare da ogni prospettiva tutti gli elementi, giganteschi e infinitesimali, dell’universo e del creato. E’ nato invece da poco The Scale of the Universe 2, che consiste nella solita “lente di ingrandimento” sull’universo ma migliorata e notevolmente arricchita con molti più elementi. E’ possibile dunque esplorare ogni aspetto dell’universo, dai pianeti fino alle più piccole particelle, ma anche ogni cosa esistente sul pianeta Terra e oltre. Un viaggio unico, semplice ma nello stesso tempo straordinario, che permette di conoscere a fondo tutto ciò che ci circonda e di cui avremmo sempre voluto sapere di più. Il progetto è stato messo in campo dai due designer Cary e Michael Huang che tentano così di rispondere al quesito che da sempre accompagna il genere umano, quello della…

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E anche per ‘sta volta…

….ci siamo tolti dalle scatole SanRemo.

Mi sia concesso un “ma che palle”. E basta (perchè chi se ne frega…) di farfalline, celentani, polemiche, morandi e papalei, e canzoni più o meno scontate e lagnose. Ma non possiamo proprio farne a meno?

Pensa che bella cosa se per un anno non si facesse il festival di san remo…quanti soldi risparmiati e quante braccia potrebbero tornare ai campi da cui sono state tolte…

Come antidoto lascio di seguito un pezzo da sapere, tenere e ricordare. Sempre.
Enjoy, e buona domenica sera.

The Clash – Should I Stay

 

Grooveshark.com

….e oltre alle ricette, Il Cavoletto dispensa anche ottima musica.

In più, ho scoperto Grooveshark, per cui d’ora in poi vi beccate anche le colonne sonore dei post! A voi decidere se ascoltarle o meno…

Essendo oggi San Valentino, ed essendo io incline ad un romanticismo un poco “caldo”, eccovi la colonna sonora per oggi, rubata al post di Sigrid per i “Whoopie!” che, se avete voglia,  questa ricetta da fare in due casca anche a fagiolo (della serie: decidete poi voi dove la cheesecream andrà a finire!!!)

– Che poi detto tra noi, cucinare “in 2” è una delle cose più “hot” che possano capitare, se fatta con la persona giusta! –

E mentre cucinate, ascoltatevi questo….Making Whoopie!

Anyway… Grooveshark è una cosa fighissima, quindi onore e gloria nei secoli!

A presto…

…ma anche questo non è davvero niente male…

Little London Observationist

Don’t forget to look down while you’re walking around London these days. I finally spotted some of London-based Mexican artist Pablo Delgado’s little people! I believe this was on Fournier Street. It’s from a series of street paste-ups called Encounters with Others.

Pablo Delgado Was Here

Alex Ellison, diligent observer of street art that he is, found one around the same area as well.

Pablo Delgado

More here and here and there’s a great interview with Pablo on Don’t Panic.

If you see any Pablo pieces, share them in the Flickr pool for us or if you know where they’re hiding, leave us some locations in the comments!

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