Sta cominciando.

Un altro week-end.

Che porta con sé attese, riposi, svaghi, inizi e chiusure. Che aiuta a pensare, e che un po’ può soffocare.

Un pensiero a chi, vicino a me, sta soffrendo per un amico; a chi ha paura e per questo rimane sola; a chi rientra da un viaggio, e a chi per un viaggio invece parte, anche senza valigia.
Un pensiero anche a me, per questa volta, alle prese con sogni, speranze e paure. Come tutti.

E infine ancora uno, di pensiero, non mio, ma stupendo.

“Non esiste momento più bello, all’inizio di una storia, di quando intrecci le dita in quelle dell’altra persona e lei te le stringe. Ti stai affacciando su un mare di possibilità.”

Buon fine settimana…

 

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…ebbene sì!

…è un film da ragazzine! Vero.

E io sono una “ragazzina”! Lo sento!
Facciamola breve… sono almeno 2 settimane che mi è ritornata la voglia di rivedere “Le ragazze del Coyote Ugly”. Che non è un filmone da premio Oscar, lo ammetto, ma mette allegria, fa sognare un po’, ti illude che a volte le cose belle succedono e ha una colonna sonora niente male (…che Need You Tonight degli INXS fa sempre il suo effetto….)

In definitiva,  lo guarderò presto. Magari questa sera stessa. Duchessa chiede un po’ di riposo, dopo il giro di ieri sera; io forse pure… Anche se…. vediamo!

Intanto lascio questo…. Mi aiuta un po’.

Perfer et obdura! Dolor hic tibi proderit olim.

…è incredibile cosa venga fuori da un tavolo da aperitivo al quale sono sedute 4 donne e un uomo.

Sicuramente un confronto, tante cazzate e qualche cosa sensata. Anche un po’ di sofferenza e qualche goccia di vita vissuta.

A spasso con Duchessa e Marco oggi pomeriggio, qualche km di esperienza in più, con  la soddisfazione di arrivare a casa da sola, fermare “la gatta” davanti al bar e sbirciare con la coda dell’occhio i clienti che ti guardano mentre scendi, e ti togli il casco…  A dire: ognuno si diverte come può…

Sara mi aspetta al tavolo, la saluto, porto a nanna Duchessa, la sostituisco con la belva, e torno per bere qualcosa in compagnia.
Gente mai vista, con cui riesci però a scambiare quattro parole ben fatte. Non capita spesso. Confronti, idee, esperienze diverse. Argomento di base: uomini, donne e i loro sentimenti. Un vaso di Pandora che forse è meglio non scoperchiare, a volte. Forse questa era una di quelle…

Torno a casa e prendo in mano il libro che sto leggendo (P. Cameron – Un giorno questo dolore ti sarà utile). Non avevo notato l’introduzione prima di questa sera, e leggo: “Quando desideri con tutto il cuore che qualcuno ti ami, dentro ti si radica una follia che toglie ogni senso agli alberi, all’acqua e alla terra. E per te non esiste più nulla, eccetto quell’insistente, profondo, amaro bisogno. Ed è un sentimento comune a tutti, dalla nascita alla morte”.

A quanto pare, a dispetto del genere.

Adesso ho le “scarpe pesanti” , come direbbe Safran Foer, le ali un po’ stropicciate, e la voglia di riprendere Duchessa domani e scappare per un po’… Chissà, magari ce la facciamo!! :O)

 

Amore Selvaggio

…non potevo non postarlo.
Non servono tante altre parole.

 

da La Repubblica di lunedì 26 marzo – “La ragazza lavora al Polar Zoo, in Norvegia, popolare per il suo “Wolf Camp”: un’area in cui i visitatori hanno l’opprtunità di “socializzare” con questi animali. Dopo tre anni e mezzo di lavoro Anita si era assentata dallo zoo per due mesi. Al suo ritorno è stata accolta con grandi feste dai suoi “amici”.”

Un week-end vissuto pericolosamente

….boh, va bene, adesso non esageriamo.

Diciamo intensamente… Ci voleva.
In ordine di apparizione: cena sushi con amiche il venerdì sera (e…grazie ragazze. So di essere davvero difficile quando giù di morale…), lezione di guida sabato mattina per le prime “carezze” a Duchessa e  poi, sabato pomeriggio, per strada (grazie, zio… sei davvero fantastico…). A conoscerci, a stringere il legame. Che ora c’è. Lei è mia, io le appartengo. Abbiamo delimitato gli spazi ed è meraviglioso!

Come scritto un paio di post fa, adesso se ho voglia di sentire la bellezza di andare in moto, lo faccio con la mia. Senza chiedere, aspettare, cercare amici che…. Una soddisfazione non da poco! Considerato poi che tutto questo è accaduto nell’arco di una settimana, allora l’orgoglio cresce a dismisura. Spazio di miglioramento ce n’è un sacco, ma la soddisfazione (l’ho già detto??) di sentire la stanchezza sulle braccia la sera non ha davvero prezzo.

Il pericolo è stato schivare il mestolo tirato dalla mamma giù dal balcone quando l’ha scoperto!!  Scherzi a parte, ancora una volta i miei genitori si sono rivelati due esseri a loro modo “meravigliosi”, comprendendo appieno il mio piacere per questo sogno realizzato, e trattenendo l’angoscia (che c’è, dopo 37 anni lo capisco al volo…) dentro.

Ho anche avuto una torta di compleanno arricchita da una “papera”… eccola….

 

Al rientro ancora una sorpresa. La più gradita. Una coperta al cuore che ha chiuso il mio fine settimana nella maniera migliore.

Qs mattina tutto sembra più grigio, più difficile da affrontare, più “duro”. Passerà. Ma 3 minuti per una carezza a Duchessa non me li ha tolti nessuno…  ;O) Meglio del Prozac!

Per un’amica. Vera.

Questo è per un’amica in difficoltà. Vorrei potesse esserle di qualche conforto. Anche solo per una riflessione.
Anche solo per capire che pure l’abitudine al silenzio, all’accettazione, al “secondo piano” delle proprie esigenze per regalare il proscenio a sensi di colpa e di “dover essere” può fare del male.

“L’abitudine è la più infame delle malattie, perchè ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portare le catene, a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto. L’abitudine è il più spietato dei veleni perchè entra in noi lentamente, silenziosamente e cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza, e quando scopriamo di averla addosso ogni gesto s’è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci”. – Oriana Fallaci

37

Domani sono 37.

Quanta vita mi è passata sulla pelle in questo anno che si chiude. Decisioni prese e subite, sogni realizzati ed esplosi, costanti pochissime, progetti molti.

Mi chiedo da sempre cosa vorrebbe dire se per qualche strana alchimia fosse possibile raccogliere tutte le sensazioni di una vita in un momento solo. Cosa si proverebbe a sentirsi esplodere dentro questa enorme sfera di dolori e gioie. Credo sarebbe impossibile sopravviverle. Troppo forte, l’emozione. Troppo denso il magma che potrebbe investire un misero essere umano alle prese con qualcosa di così smisurato.

Io che vivo con la musica, non riesco a trovare una colonna sonora per questa sera. Non ne ho voglia.
A ben pensare, potrebbe essere il respiro di una creatura che dorme finalmente serena. Un suono che vorrei sentire accanto a me.