Moto e papere.

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Oggi doveva andare così. Questa mattina io e Belva abbiamo dormito un po’ di più, dopo la serata di ieri in Valle, le chiacchiere e la cena (grazie Jimmy per la compagnia…). Una doccia veloce e usciamo per un pranzo con Elena e Matteo, che aiuta un po’ a non sentire tanto “la domenica” (insieme ad […]

E’ ora….

Giugno. Forse ci siamo, se non ricordo male.

Vediamo. Devo ricordarmi di:
– caricare la batteria
– pulire l’obiettivo
– non dimenticare il paraluce
– fare benzina
– metter il guinzaglio a Belva
– cercare la strada giusta per arrivare a destinazione

…domenica si parte. Battuta di  “caccia” alle libellule.
Le risaie sono allagate, ormai. E’ ora di cercare le piccole per qualche scatto.
Oddio, non che andare in giro con Belva sia il massimo per ottenere silenzio e immobilità, ma ci proviamo. L’ultima volta abbiamo rimediato un meraviglioso tuffo nell’acqua melmosa dalla riva della risaia. Ne è uscita una specie di zombie fangoso a 4 zampe che si scuoteva come un forsennato. Speriamo mi lasci fare qualcosa e non mi rovini tutti i posatoi…

Il tempo non promette nulla di buono, ma ultimamente sto concentrando molto le mie preghiere sulla fallacia delle previsioni. Un paio di volte sono stata esaudita, e speriamo ricapiti anche questa domenica.
Devo solo trovare il posto giusto, ma ho ancora un paio di giorni per prepararmi. La voglia di partire non manca.
Potrei pensare addirittura ad un pranzo al sacco. Un panino (due…avrò un ospite famelico…), un po’ d’acqua, l’immancabile cioccolato, magari un libro.

Ah, dimenticavo….l’Autan per le orecchie di Belva….

 

Enne

N come Non era cosa di stare a casa questa mattina. La mezza promessa di andare a trovare Belva in vacanza in montagna la trasformiamo in realtà, dopo la nottata un po’ grigia appena trascorsa. Io e Duchessa in solitaria questa volta fino a Bardonecchia. Quasi nessuno per strada, eccezion fatta per qualche “amico di ruota” e un paio di curve che, forse anche grazie al giro di ieri, mi sembrano “divertenti”. Il tempo di mettere la moto in garage e comincia a diluviare. Fantastico.

N come Niente più che un temporale di montagna, che ci permette dopo pranzo di andare a fare una gita fino a Nevache, che è un posto meraviglioso, dove tante volte sono stata ma in cui torno quando sento di aver bisogno di coccole. Un paesino stupendo piccolo e rilassante poco dopo il confine francese. Vorrò andare lì, quando sarà ora di fermare i motori, a trascorrere la giornata leggendo e guardando le nuvole cariche come panna montata, coltivando un sacco di fiori e  ammirando la porta quattrocentesca della piccola chiesetta in pietra, con le sue figurine, un po’ consumate ormai, ma ancora così cariche di fascino. Non riesco a non pensare a quanta gente hanno visto passare quelle testoline di legno, quanta vita, quanti sorrisi e quante lacrime. Il tempo di un thé e di una meravigliosa “fasseille avec myrtilles” che ho gustato davvero fino in fondo (…ah, questi francesi…), e via per due passi con Belva, che corre in mezzo ai prati felice di essere all’aria aperta. Si sfoga povera piccola, annusando tutti gli odori del mondo che il suo spazio quotidiano non le regala, e fermandosi a puntare come un cane serio (…lei ci crede…) un gregge di pecore che pascola beato nel recinto.

N come Narcisi selvatici. Un prato intero, stupendo. Ed è raro vederne così tanti insieme. Mi hanno regalato un po’ di serenità, con il loro profumo.

N come Nonni, dove mi sono fermata al ritorno. La deviazione è davvero breve, e mi mancano tanto. In cambio della visita, una coppa di gelato alle fragole “home made”, con il gusto in più di essere fatto con le fragolette coltivate dalla nonna essa medesima! Aveva un orgoglio negli occhi… potevo non assaggiarlo, questo ben di Dio?

N come Non poteva lasciarmi in pace la pioggia, vero? Appena entrata in Torino, ecco il solito temporale che mi aspetta. L’avrei evitato davvero volentieri…

…e infine N come Non avrei voluto finire così il week-end. E’ andato pressochè tutto bene fino a qui. E invece l’asfalto viscido ci ha tratte in inganno, a me e Duky. L’abbiamo visto davvero troppo da vicino, dopo una curva andata male. La piccola si è ferita, questa volta. Io me ne accorgerò domani. Mi dispiace Duky, non volevo. Prometto che domani stesso ti porto a riparare. Tornerai come nuova.

N come Ne sono sicura.

Quando il mondo ha bisogno di simboli

Un bacio. Un semplice bacio, promessa di ritrovarsi, non importa dove. Sottinteso accordo di esserci, a prescindere. Anche se separati obbligatoriamente per un po’. La forza di un gesto tanto profondo quanto carico di ragioni, come sempre dovrebbe essere, ma come troppo spesso non è. Mai scontato. Mai insignificante. Anche quando è un semplice saluto.
Questo è per me. Questo potrebbe aiutare, a non perdersi nello scorrere del tempo. Un messaggio ripetuto ogni giorno, se sei fortunato, ma non per questo con meno valenza.

Ed è un bacio che sta facendo il giro del mondo. Simbolo di una “lotta” condivisa da molti, e da altrettanti osteggiata, separata. Come questo bacio.

E’ una delle tante foto che si candidano a diventare il simbolo delle proteste Occupy. E’ lo scatto del fotografo Afp Daniel Ronald che cattura il bacio tra un ragazzo e una ragazza, seduti su quella strada che li ospita da mesi, mentre due poliziotti cercano di allontanarli durante le operazioni di sgombero. Non si spostano, anzi cercano di unirsi attraverso questo gesto d’amore per dimostrare anche fisicamente lo scopo pacifico della loro lotta che li ha visti protagonisti della manifestazione di fronte alla sede centrale della Banca centrale europea: notte e giorno in piazza, a Francoforte, seduti tra tende e zaini,  per protestare contro il capitalismo (da La Repubblica, 17/05/2012). 

 

317

…tanti i km fatti oggi con Duchessa. E mi sono accorta che ci sono viaggi, non importa quanto lunghi, né quanto distanti, che ti cambiano, anche solo per piccoli particolari. Ma lo fanno. Oggi, ad esempio.

Non che la piccola abbia facilitato le cose. Per partire, io e il mio angelo custode di nome Nino abbiamo dovuto smontare le candele, e dargli una bella asciugata (e ne ho imparata una nuova…) perchè la signorina aveva deciso che di oggi non se ne faceva nulla. Partenza ritardata di tre quarti d’ora, ma fa niente. Non avevamo fretta.

Strada conosciuta, vecchi ricordi e neanche tutti belli, che abbiamo esorcizzato io e lei insieme. Facendo quello che volevamo fare. Dritte fino a Sommariva del Bosco, e tappa obbligatoria al Bar di Strumia, che è un’istituzione. Caffè rapido, e rotta verso Dogliani, via Bra.
Da Dogliani un paio di tornanti che ricordavo un po’ faticosi, ma fatti. Via anche questi. Da qui Murazzano – Montezemolo, una ventina di km di curve e panorami che fan stare bene, mettono serenità.
Tappa al Bar dei 4 venti (e potevo non fermarmi??) con relativa focaccia (vero, buonissima….grazie del consiglio…). Poi, discesa verso Savona, sul Cadibona, e di filato fino in quel di Spotorno, vento permettendo. Ma al mare ci siamo arrivate, come da obiettivo prefissato!


Freddo preso: tanto. Un cappuccio veloce, e due passi sulla spiaggia. Dove ho recuperato un “ricordo”. Rimarrà nella giacca, insieme alla piccola “Duchessa” portafortuna, che oggi era con me.

 

Ritorno per la stessa via, ri-tappa ai 4 venti per un caffè, con le curve che questa volta scivolano molto meglio di prima. Rientro a casa con i muscoli del collo che necessiterebbero di un po’ di coccole, ma ci sta! Bottino, 317 km di strada in più.

Come dicevo, ci sono viaggi che aiutano a capire cose. A me oggi è successo.

Ho capito che l’equazione “Più curve fai, meglio ti vengono. Meglio ti vengono più ne faresti.” è assolutamente vera. All’andata un po’ di esitazione, al ritorno molta meno e tanta più soddisfazione. Tanta ;). E domani rifarei tutto daccapo! Solo, con un po’ più di sole…

Ho capito che se sei una donna, sola, ti fermi, e scendi da un Ducati, sola ci rimani per poco. Almeno per il pranzo. 🙂 Dialogo tra avventori: “Ma tu sei quello che ho sorpassato prima?” “Mmm, credo di sì…”. “Sì, il Ducati è quello. Ma sei una donna”. “A quanto pare….” “Non sembravi una donna, da come venivi giù…” ” E invece….” . Soddisfazioni, piccole, ma soddisfazioni!

Ho capito che c’è un momento in cui smetti di voler essere qualcosa, e cominci ad esserlo per davvero, almeno un po’. E devi deciderlo tu quel momento, come e quando. A me è successo. E qualcosa è cambiato sul serio. Più tranquillità, più piacere nel fare le cose, più sintonia con Duky. Lei ora è mia per davvero. Strano aver dovuto aspettare oggi. Ma forse dovevamo passare così tanto tempo tutto insieme, solo io e lei. Era il “mio modo” di arrivarci. Ci sono arrivata. Ampio margine di miglioramento, ma va bene così…

Ho infine capito che ci sono passioni che ti “rapiscono” in qualche modo, ma che neanche queste passioni possono cancellare la mancanza di qualcuno di davvero speciale. Possono coprirti le spalle per un po’, come un golf caldo, ma non mandano via il freddo che senti dentro. Quello no. Lui rimane lì…

Grazie Duky per la bella giornata. Avevo promesso di trattarti bene, credo di averlo fatto! A quando il prossimo giro?
Buon riposo.
darktrilly.

 

Pausa caffè con l’Artista

…fantastico. Cosa chiedere di meglio che uno stupendo, freddissimo e piovoso fine settimana di lavoro?

Ecco, essendo creatura prescelta dal Signore, l’ho vinto.
Ma tanto, come detto, piove. Fa freddo. Parecchio. E Duchessa è al riparo sotto il suo telo, dopo i km dello scorso fine settimana.

Non rimane che applicarsi su cose più o meno divertenti, che devono essere fatte.
Ma come tutte le normali giornate di lavoro, arriva anche la sindacale pausa caffè. Che questa mattina ho trascorso con un Artista. Ma mica uno qualsiasi….nossignori!
Un esponente della più moderna corrente dei “pictionaristi”, che mi ha intrattenuta con alcune interessanti demo della sua arte.
E siccome ho apprezzato particolarmente, ha pensato di regalarmi un’opera. Eccola.

Non è meravigliosa? Da brava ragazza previdente quale sono, la tengo da parte, che fra pochi anni si apprezzerà (nel senso di valore economico) in maniera esponenziale, e allora la venderò, e con i soldi potrò finalmente comprarmi la casa con il bowindow che sogno da tanto tempo… (e se no che torinese sarei?)

In cambio io ho offerto il caffè, che è stato accompagnato con un piccolo dono dal passato, come spesso capita ultimamente.
Mi fanno una tenerezza infinita….

Tutta questa dolcezza ci voleva, dopo la sessione di chiacchiere di ieri con il mio confessore personale. Ne sono uscita con le ossa rotte, la testa in palla e il cuore pieno. Ma lo ZooBiscotto sistema sempre tutto…