Nitza Villapol e Petronilla, ovvero l’arte di cucinare senza

Oggi vanno di moda i blog di cucina. Piacciono anche a me, ne seguo alcuni. Se solo le nostre nonne avessero nozioni di “videoscrittura” (come si diceva una volta), sarebbero la perfetta incarnazione di idee, proposte e piattini succulenti da riproporre “in tutte le salse” (…scusate, mi è capitata fra i denti…)

Sull’esperienza culinaria delle amate vecchine mi è capitato tra le mani questo articolo di Lorenzo Cairoli, da La Stampa del 4 marzo. Più precisamente, si riferisce alla capacità di due food blogger antelitteram, in tempo di guerre e ristrettezze, di proporre piatti e ricette quasi senza ingredienti (perchè non ce n’erano…).

Scrive ad un certo punto il giornalista:
“Così quando l’Italia conobbe la borsanera, gli sfollamenti, i bombardamenti, quando un uovo finì col costare 15 lire, trenta volte di più che all’inizio della guerra, quando i porcellini d’India smisero di fare compagnia ai bimbi e divennero l’alternativa natalizia al cappone, Petronilla rimboccò le maniche della sua fantasia e si inventò passati di bucce, polpette senza carne, sughi finti.”

Petronilla… senza problema potrei sostituire questo nome con quello di mia nonna… che così tante volte ci ha raccontato della minestra “insaporita” con il sale grattato dalle acciughe (finite sempre troppo in fretta), del pane ormai diventato arma impropria, della carne che entrava in casa in cartolina…
Sfollati, appunto, costretti a razionare anche l’aria da respirare, addirittura senza sigarette con cui consolarsi… E allora? “Fumavamo la barba del mais!!!!!”
Ecco….

Domani è l’8 marzo. Che non mi fa impazzire, come idea, perchè ancora una volta si accomunano le donne ai panda minori, alle linci pardine e ai  rinoceronti  di sumatra… tutte specie in estinzione.
Ma se proprio devo pensare agli auguri… ecco… è a queste donne che vorrei stringere la mano. A tutte quelle che nelle difficoltà vere hanno saputo (e sanno….) portare avanti la vita con dignità, fantasia e forza inimmaginabili.
Per loro il profumo di mimosa dovrebbe durare davvero tutto l’anno…

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Rimembranze veggy

Ci ho provato. Per 5 anni ho fatto tutti gli sforzi per essere vegetariana, spinta da convinzioni etiche piuttosto che di salute.

Non una vegetariana “talebana”. Intendo… no carne, no pesce, ma sì uova, formaggio, latte etc.. Soprattutto ASSOLUTAMENTE no a tofu, germogli (che sono miseramente morti sul mio balconcino, alla faccia del pollice verde!), muscolo di grano, simil-bistecche a base di soia,… niente di tutto questo.

Per un semplice motivo: sono tremende. Chi sceglie l’alimentazione green si ostina a dire che sono buone, che non c’è differenza. Non vero, anzi. Assolutamente falso. O, forse, solo soggettivo.
Fatto sta che a me non son mai andate giù.

Detto questo, circa un mese e mezzo fa non ce l’ho fatta più. La voglia (e forse la necessità) di carne era più forte di qualsiasi altro buon proposito mi fossi prefissata. Sono capitolata e ho “ricominciato”.
Con buonissima pace di amici, conoscenti e parenti che hanno esultato all’urlo di “allora sei guarita”!! Manco fossi stata appestata da chissà quale morbo.

In ogni caso, tutto questo po’ po’ di affari miei per introdurre una ricetta “rubata” al solito insostituibile Cavoletto (e grazie Sigrid!) che mi ispira un sacco, e che di “animale” (almeno diretto…) non ha nulla.

Le influenze d’oltralpe che toccano la mia famiglia fanno sì che io adori tutto quanto è quiche e torta salata…questa però è diversa dalle solite, più leggera e facilissma da fare.
E’ una quiche senza panna, uova e formaggio, quindi più leggera, di radicchio, con una tenerissima besciamella di ceci che ricorda un po’ una farinata (o cecina…scegliete voi come chiamarla! 😉 )
La ricetta la trovate qui.

Il risultato è più o meno questo:

 

Vado, la provo e torno!

Ah! dimenticato… parlando di quiche, Francia e ricette d’oltralpe, io la mangerei ascoltando Zaz! Eccovela…..

 

Grooveshark.com

….e oltre alle ricette, Il Cavoletto dispensa anche ottima musica.

In più, ho scoperto Grooveshark, per cui d’ora in poi vi beccate anche le colonne sonore dei post! A voi decidere se ascoltarle o meno…

Essendo oggi San Valentino, ed essendo io incline ad un romanticismo un poco “caldo”, eccovi la colonna sonora per oggi, rubata al post di Sigrid per i “Whoopie!” che, se avete voglia,  questa ricetta da fare in due casca anche a fagiolo (della serie: decidete poi voi dove la cheesecream andrà a finire!!!)

– Che poi detto tra noi, cucinare “in 2” è una delle cose più “hot” che possano capitare, se fatta con la persona giusta! –

E mentre cucinate, ascoltatevi questo….Making Whoopie!

Anyway… Grooveshark è una cosa fighissima, quindi onore e gloria nei secoli!

A presto…

Il Cavoletto di Bruxelles

…ora, credo siano proprio pochini quelli che non conoscono Il Cavoletto.
Ma sono democratica, e incline alla diffusione della conoscenza, quindi spiegherò…

Il Cavoletto di Bruxelles è un blog meraviglioso, nato dalla fantasia di Sigrid Verbert, meravigliosa belga trapiantata in Italia, amante di cucina prima e di foto poi… o il contrario… fa nulla, il risultato non cambia!

E il risultato è un meraviglioso, infinito “quaderno di ricette” illustrato da foto che, neanche ce ne fosse bisogno, fan venire fame e voglia di mettersi a cucinare.

L’ultima è quella qui sotto… con relativo link alla ricetta (cliccate sulla fetta di torta!). Che proverò al più presto.

Intanto grazie Sigrid per il tuo messaggio. E’ stato un bellissimo regalo.
Sarà sicuramente di buon auspicio! A bientôt!