Compleanni

A me il mio piace particolarmente, ormai si sa.
E’ un giorno “mio”, dedicato a me, speciale.
Ammetto che non per tutti debba essere valido. Ecco perchè non è stato facile convincere mia madre del fatto che il suo sarebbe stata una buona occasione per stare insieme.
Ma quando io e mia sorella ci mettiamo in testa qualcosa, è difficile che qualcuno ci fermi. Anche questa volta ha funzionato, ed è così che ci siamo trovati in 7 ieri sera intorno ad un tavolo, davanti ad una grigliata di tutto rispetto (questa nella foto è solo la tornata delle costine e delle verdure. Sono poi arrivati il pollo, la salsiccia e il pesce… non male per una ex-vegetariana….), condita da chianti e un sacco di risate, godute al fresco in campagna.

Anche la torta era speciale, soprattutto dopo il rimaneggiamento del piccolo Mikola sulle cifre di cioccolato…. (non che mia madre non fosse contenta, per carità!!!) Auguri mamma, con tutto il mio cuore.

E’ stata una bella serata, che mi ha anche regalato nuovamente un tappeto di lucciole tutto intorno alla casa. Mi ci sono di nuovo tuffata, come l’altra volta, ma con un po’ di nostalgia in più. Fra qualche settimana se ne andranno, e il mio sogno di inseguirle in compagnia temo non si realizzerà presto. Io e Belva siamo tornate a casa con tutte quelle lucine negli occhi, forse un po’ velati dalla voglia di essere finalmente felici.

Ma pare che di ricorrenza ce ne sia stata anche un’altra…
Buon compleanno Samurai. Io e Duchessa ti rendiamo onore, sognando di avere presto la possibilità di fare almeno qualche altro km insieme. Una carezza sui capelli sciolti, e un FRRRRRRRRR…… di emozione. 😉

 

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Piccoli lampi di luce

E’ mezzanotte passata ormai, e io e Duchessa siamo rientrate da pochissimo.
Ci sentiamo un po’ più grandi, adesso, e ci siamo permesse di fare tardi insieme, complice l’assenza di Belva.

Oggi le sante mani di Marco hanno finito di sistemare i “danni” fatti alla piccola qualche settimana fa: 5 minuti e la leva del freno è nuova di zecca.
“C’è un raduno al Passel questa sera. Conto di vederti su!” mi dice Marco con il suo solito sorriso.
“Non so… a saperlo prima mi organizzavo per dormire su…”
“Dai, ti aspetto per bere una birra!”
“Non ti prometto, ma giuro che ci penso”.
Lo saluto, e riprendo la via, pensando davvero che sarebbe bello andare su con Duky. L’aria è fresca, la buona compagnia non mancherebbe ma non conosco bene la strada, e di scendere al buio tra curve di montagna non me la sento.

La sorpresa invece la faccio a mia madre, portandole su altri 3 ospiti oltre me per cena. Ma sembra felice di essere in compagnia, e la serata scorre tranquilla.
E’ ancora chiaro quando faccio cenno di partire. Lei mi appoggia la mano sulla spalla e mi dice “Te ne vai di già? Tra poco arrivano le lucciole…” Sa dove andare a parare, la mamma…

E allora proprio non me la sento di partire senza vederle. Tra le chiacchiere, aspettiamo insieme sul balcone che faccia un po’ più buio, e come per magia, alla spicciolata, le lucciole arrivano davvero, come se si fossero date appuntamento per qualche importantissimo raduno. Scendo le scale di corsa, e mi tuffo in mezzo a quei piccoli lampi di luce, cercando di rubare il segreto della loro magia.
Come ogni volta mi sembra di vivere in una specie di fiaba incantata, a ritrovarmi lì in mezzo a quegli esserini luminosi.
Vorrei avere accanto qualcuno di speciale in questo momento, per fargli provare quell’emozione. Per fargli sentire un po’ di quella felicità semplice e “buona”, che credo non abbia mai incontrato. Non sotto questa forma. E’ un sogno, il mio, di poter guardare una volta almeno, insieme, questa magia.

Invece mi accompagna una piccola creatura venuta da lontano, che non ha mai visto neanche una volta una lucciola. Che non sa come sia fatta, cosa mangi e come “funzioni”. E che ha paura di avvicinare la mano…lo fa con timore, ritirandola subito  di corsa per evitare di “bruciarsi” con la luce dei piccoli insetti. Piccolo Mikola… non ci sono le lucciole nel suo paese; fa troppo freddo. Con tutto l’impegno possibile, riusciamo anche a fotografarne un paio con il telefono. La sua soddisfazione la puoi quasi toccare… Tientele nel cuore, cucciolo, queste meraviglie. Ti aiuteranno con la loro lucina, nei momenti più bui.

…di sere nere…

…un po’ come questa. E mi dispiace, non vorrei. Ma sono difficili da fermare.
Difficili da far passare. Le senti che arrivano, inquiete come un cavallo imbizzarrito.

Che non sai più cosa pensare. Che ti sembra di essere sospesa nel vuoto da almeno 5 anni, a testa in giù. Che ti rendi conto che è troppo tempo che non senti davvero la “tua” felicità, se non per brevi momenti che svaniscono troppo in fretta. E cerchi di tenerli lì, quei momenti, a scaldarti. Ma ogni volta sono più belli, e ogni volta fan più male quando se ne vanno.

Soprattutto, ti sembra che niente cambierà mai, che troppo tempo è passato da quando sei stata felice in quel modo tutto tuo, perché possa succedere ancora.

Sono stanca “dentro” questa sera. E sento una solitudine che da tanto cercavo di tenere indietro.
Mi rendo conto che sto vivendo le vite degli altri, cercando di godere dei loro sorrisi e delle loro soddisfazioni, per non perdere l’abitudine a riconoscerle…  Rubo gli sguardi di chi passa per strada, di anime che si sono trovate e che si tengono per mano (..questo davvero mi manca fin nelle ossa. Negato per troppo, per paura, per ritrosia, per poca voglia…), rubo i baci scambiati alla luce del sole, e le promesse fatte in un filo di voce.

Sento arrivare l’estate con la paura di dover gestire ancora giornate troppo fredde e pesanti conscia di non averne la forza, quando so di avere bisogno di sole, di caldo, e di serenità.

Non so dove trovare le risorse. So che devo provare ad essere positiva. Che devo vivere le mie giornate con il sorriso, pensare alle “mie” cicogne (ricordate la promessa, piccole…), credere di poter tornare a guardare un prato pieno di lucciole con l’allegria nel cuore e con una lacrima di felicità sulle guance….
Le lucciole arrivano a luglio. Spero di essere pronta.
PS: avrei voluto una foto con un prato di lucciole per farmi compagnia… mi mancano… ma ci sono cose che non possono essere spiegate attraverso le immagini di una macchina foto… sono troppo magiche, bisogna viverle…

dt